parla alessandro tosi: 12 maggio 2011, volley A2



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Una Quasar divisa in due. Prima in crescita e bellissima, poi insicura, senza più ritmo e fuori dai play off. E’ questo, molto sinteticamente, il quadro che Alessandro Tosi “dipinge” con la voce mentre con gli occhi segue i figli Lorenzo e Federico impegnati al Pala Parenti per gara tre della finale promozione con Padova. Una Quasar che ha saputo esprimere un gioco di alto livello ma che ha chiuso il torneo in tono minore. Ecco le parole del tecnico versiliese., volley A2




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12 Maggio 2011 - Parla Alessandro Tosi

Una Quasar divisa in due. Prima in crescita e bellissima, poi insicura, senza più ritmo e fuori dai play off. E’ questo, molto sinteticamente, il quadro che Alessandro Tosi “dipinge” con la voce mentre con gli occhi segue i figli Lorenzo e Federico impegnati al Pala Parenti per gara tre della finale promozione con Padova. Una Quasar che ha saputo esprimere un gioco di alto livello ma che ha chiuso il torneo in tono minore. Ecco le parole del tecnico versiliese.
Iniziamo dal bilancio della squadra.
 “E’ per forza di cose un bilancio diviso in due parti ben distinte. Prima del derby interno con Cascina abbiamo fatto molto bene. Abbiamo sofferto il ciclo di ferro delle prime gare della stagione perché eravamo ancora una squadra da costruire e lì abbiamo perso diversi punti dalle prima della classe. Siamo, però, stati bravi a non perdere concentrazione, progressivamente, siamo cresciuti ed è cresciuto il nostro rendimento. Nella fase centrale del campionato e, ripeto, fino al derby interno con Cascina, abbiamo forse espresso il gioco migliore del nostro girone e penso che per quella fase il voto che meritiamo sia sette e mezzo”.
Poi, dopo Cascina, cosa è successo?
“Per continuare a giocare ai livelli raggiunti dovevamo tenere sempre il massimo ritmo e la massima tensione in gara ma anche in allenamento. Stavamo esprimendo il massimo che questa squadra poteva dare in termini di qualità e livello di gioco. Lì qualcosa si è rotto. Abbiamo attraversato una settimana molto travagliata prima della sfida interna con Viadana e questo ci ha tolto ritmo in allenamento. Successivamente è arrivata la sosta di Pasqua ed anche in quella occasione abbiamo perso ulteriore ritmo ed intensità. Dopo Cascina siamo calati vistosamente ed il finale di torneo è da sei ma solo per l’impegno innegabile che i ragazzi ci hanno messo fino in fondo”.
Passiamo al bilancio personale. E’ stata la prima panchina importante nella tua giovane carriera di allenatore. Come giudichi questa annata alla guida della Quasar?
“E’ stata un’ottima esperienza, molto preziosa se in futuro deciderò di proseguire in questa professione. Certo, con il senno di poi, alcune cose non le rifarei o le farei in modo diverso. Però, sono anche convinto, che in quel momento quelle che ho preso erano le decisioni che volevo prendere perché tutto quanto ho scelto e deciso l’ho fatto con il massimo del rispetto e dell’onestà nei confronti di tutti, della società e della squadra. Da questo punto di vista, quindi, ho la coscienza tranquilla”.
Forse è ancora presto per chiedertelo ma proviamoci. Nella prossima stagione ti vedi ancora sulla panchina della Quasar?
“E’ decisamente troppo presto. Il campionato è terminato da neppure una settimana e con la società dobbiamo ancora parlarne. Io sono qua e da parte mia non ci sono problemi a parlarne ma dipenderà anche da quello che vuol fare in futuro la Quasar e quindi, al momento, attendo solo di parlare con la società”.





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